Roma, 15 Lug. – “La sottoscrizione del CCNL relativo al triennio 2025-2027 per il personale non dirigente delle Forze di Polizia e delle Forze Armate, avvenuta nel pomeriggio fra una delegazione governativa presieduta dal Ministro per la Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo, e composta anche dai Sottosegretari alla Giustizia, Balboni, Interno, Molteni, Difesa, Perego, Economia e Finanze, Savino, e i rappresentanti delle OO.SS. e delle APCSM del Comparto Difesa e Sicurezza, alla presenza dei Vertici delle Amministrazioni interessate, consentirà certamente di dare un minimo di respiro alle retribuzioni di circa 425mila donne e uomini che salvaguardano la sicurezza del Paese e, in particolare, agli appartenenti al Corpo di polizia penitenziaria che in sottorganico di almeno 20mila agenti gestiscono con immani difficoltà carceri sovraffollate di oltre il 140%. Nel frangente di particolare incertezza geopolitica a livello planetario, poter adeguare gli stipendi delle donne e degli uomini in divisa già con un anno di anticipo rispetto alla scadenza del periodo di riferimento inverte la consuetudine e costituisce di per sé un importante risultato, sebbene le ristrettezze economiche del Paese non abbiano consentito di finanziare sufficientemente la specificità del settore correlata ai livelli di impegno e di rischio dando tutte le risposte che gli operatori attendono da tempo. Tuttavia, a qualificare significativamente il contratto di lavoro sono gli impegni assunti dal Governo per la rapida apertura di un tavolo di confronto sulle problematiche previdenziali, sulla possibilità di reperire risorse in legge di bilancio per incentivare l’impiego operativo e per la verifica congiunta da effettuarsi a luglio del prossimo anno sull’andamento delle retribuzioni reali rispetto all’inflazione”.
Lo dichiara Gennarino De Fazio, Responsabile della UIL FP Polizia Penitenziaria.
“Al di là degli aumenti in busta paga, che per la Polizia penitenziaria si attesteranno a 185 euro medi, lordi, a regime, l’aver strappato l’impegno, assunto fra gli altri anche direttamente dal Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, per l’apertura di un tavolo di confronto sulla previdenza rappresenta un momento di svolta e il riscontro a una delle principali rivendicazioni della UIL. Paradossalmente, infatti, le donne e gli uomini che garantiscono la sicurezza, pur avendo subito le varie riforme previdenziali come i restanti lavoratori, non hanno accesso ad alcuna forma di pensione integrativa, sicché con il sistema contributivo puro dopo 40 anni e oltre di servizio arrivano a percepire un assegno pari a meno della metà dell’ultimo stipendio, finendo in condizioni di vera indigenza. Dare consistenza alla specificità del settore, già riconosciuta per legge, significa pure avviare una previdenza dedicata per la quale vi sono già degli appostamenti di bilancio, ma che necessitano indubbiamente di essere incrementati e concretamente finalizzati. Soddisfazione esprimiamo poi per l’ampliamento dei diritti alla genitorialità, allo studio e al congedo per la donazione di organi, nonché per il finanziamento della c.d. indennità di sezione per la Polizia penitenziaria”, aggiunge il dirigente della UIL FP PP.
“La sottoscrizione del CCNL, tuttavia, mai come in questa occasione, non segna la chiusura di un percorso, ma all’esatto opposto l’avvio di un processo integrato che deve occuparsi delle condizioni di lavoro e di vita degli operatori del Comparto dall’assunzione fino alla quiescenza. Per questo sarà fondamentale e vigileremo affinché l’Esecutivo mantenga fede agli impegni, ma anche per far sì che sin dalla prossima tornata contrattuale, per la quale ci sono già degli stanziamenti, arrivino risposte anche in tema di indennità, orario di lavoro, lavoro straordinario e molto altro ancora”, conclude De Fazio.