“Nel Servizio sanitario nazionale non possono esistere professionisti di serie A e di serie B quando si parla di diritti e condizioni di lavoro. A parità di attività svolta all’interno delle strutture pubbliche, devono corrispondere condizioni omogenee e dignitose”.
È quanto dichiarano Rita Longobardi, Segretaria generale Uil FP, e Pierluigi Patrono, Coordinatore nazionale UIL FP Specialistica ambulatoriale, intervenendo sul tema della fruizione del servizio mensa e dei buoni pasto per gli specialisti ambulatoriali interni, i veterinari e gli altri professionisti convenzionati.
“Questi professionisti – sottolineano Longobardi e Patrono – sono obbligati ad operare nelle strutture pubbliche secondo un orario predeterminato, sottoposto ai controlli dell’Azienda ed articolato in modo da comportare la necessità della pausa per il pasto. La natura convenzionale del rapporto non può, da sola, giustificare l’esclusione da strumenti che vengono riconosciuti al personale dipendente che opera nella medesima struttura”.
“Le recenti pronunce della Corte di Cassazione richiamate sul tema hanno contribuito a evidenziare il rilievo della pausa e della fruizione del pasto nell’organizzazione dell’attività lavorativa – proseguono – il buono pasto non è un privilegio, ma uno strumento concreto per consentire la fruizione del pasto quando non sia disponibile il servizio mensa. Per questo riteniamo necessario un atto di indirizzo chiaro e uniforme che superi le attuali differenze e ne garantisca il riconoscimento”.
“Non chiediamo concessioni – concludono Longobardi e Patrono – ma parità di trattamento e regole coerenti con il lavoro svolto. La valorizzazione delle professionalità sanitarie passa anche dal riconoscimento di condizioni di lavoro omogenee e rispettose della funzione che tutti i professionisti svolgono all’interno del Servizio sanitario nazionale”.