“Le Case della Comunità rappresentano una grande opportunità per rafforzare la sanità territoriale e avvicinare i servizi ai cittadini. Ma senza personale adeguato rischiano di restare strutture vuote”. Lo afferma Rita Longobardi, Segretaria Generale della UIL FP.
“I dati parlano chiaro: secondo la Corte dei Conti, a fine 2025 erano attive con almeno un servizio 781 Case della Comunità sulle 1.715 programmate, ma solo 66 risultavano pienamente operative secondo gli standard previsti dal DM 77. Questo dimostra che il problema non è costruire le strutture, ma renderle realmente funzionanti”.
“Per farlo servono professionisti. Oggi mancano oltre 5.700 medici di medicina generale, gli infermieri sono 6,2 ogni mille abitanti contro una media europea di 8,4 e la carenza di operatori socio-sanitari supera le 37mila unità. A queste si aggiungono le difficoltà nel reperire assistenti sociali, tecnici e personale amministrativo”.
Per la UIL FP, le Case della Comunità possono funzionare solo attraverso il lavoro di équipe multidisciplinari: “Non bastano i medici di famiglia. Servono infermieri, OSS, assistenti sociali, professionisti sanitari, tecnici e amministrativi. Senza tutte queste figure non esiste una vera presa in carico dei cittadini”.
“Con quasi 14,6 milioni di over 65 e una popolazione sempre più fragile, il rafforzamento dell’assistenza territoriale è una priorità. Per questo chiediamo un piano straordinario di assunzioni stabili, il rinnovo dei contratti e la valorizzazione di tutto il personale del Servizio sanitario nazionale”.
“Prima di inaugurare nuove strutture occorre garantire gli organici necessari. Solo così le Case della Comunità potranno diventare il presidio di prossimità che cittadini e lavoratori attendono da anni”, conclude Longobardi.