Sanità privata. Sindacati: “Bene incontro con Conferenza Regioni, ora provvedimenti concreti”

“Reputiamo positivo l’esser stati convocati dalla Conferenza delle Regioni per un tavolo al quale hanno partecipato, tra gli altri, il Presidente del Comitato di Settore Regioni-Sanità, il Coordinatore della Commissione Salute e il Capo di Gabinetto del Ministro della Salute. Ma è solo un primo passo. Valutiamo che le risposte debbano avere paletti più concreti a beneficio delle lavoratrici e dei lavoratori e non verso le imprese come succede in questo momento. Dalle prime risposte il ministero ha dichiarato che il decreto PA dovrebbe contenere passaggi che aumentano i valori dei DRG ma non sappiamo se avranno anche il vincolo che noi chiediamo sugli accreditamenti, ora servono provvedimenti concreti ed efficaci che sanino le palesi ingiustizie che penalizzano oltre 300 mila lavoratrici e lavoratori della sanità privata e delle RSA”.Lo dichiarano i Segretari Generali di FP CGIL, CISL FP e UIL FP, Federico Bozzanca, Roberto Chierchia e Rita Longobardi.

“Nel corso dell’incontro – aggiungono – abbiamo ribadito diverse priorità: non è più accettabile che strutture private accreditate con il Servizio sanitario nazionale, finanziate con risorse pubbliche, possano continuare a negare il rinnovo contrattuale e per questo abbiamo chiesto che il rinnovo dei contratti nazionali diventi un requisito indispensabile per il rilascio e il mantenimento dell’accreditamento. Abbiamo inoltre ribadito la nostra netta contrarietà alle disposizioni contenute nel recente decreto Lavoro, che hanno escluso le lavoratrici e i lavoratori della sanità privata e delle RSA dal riconoscimento dell’indennità di vacanza contrattuale, rinviandone la definizione a una contrattazione che le associazioni datoriali continuano da anni a tenere bloccata. Questa scelta ha ulteriormente accentuato la sfiducia delle lavoratrici e dei lavoratori, perché il decreto Lavoro, ormai divenuto legge, fa emergere con chiarezza il rischio che anche in futuro le associazioni datoriali della sanità privata e del socio-sanitario, in una evidente situazione di conflitto di interessi con le istituzioni e la politica, continuino a non rinnovare i contratti nei tempi previsti dalle rispettive vigenze contrattuali, senza che sia garantita nemmeno l’automatica erogazione dell’indennità. Riteniamo inaccettabile che un settore strategico come quello della sanità privata accreditata, sostenuto da risorse pubbliche e parte integrante del Servizio sanitario nazionale, continui a essere affidato a soggetti privati senza alcun vincolo sul rispetto dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori. Non è più tollerabile che il rinnovo dei contratti venga utilizzato come strumento di pressione nei confronti delle istituzioni e delle stesse lavoratrici e dei lavoratori. Per questo continueremo a mobilitarci e a chiedere a tutte le istituzioni di assumersi fino in fondo la responsabilità di promuovere un cambiamento non più rinviabile. In attesa di provvedimenti concreti e realmente efficaci, capaci di incidere su un settore strategico per il Paese, confermiamo il presidio del 24 luglio davanti al Ministero della Salute.”, concludono Bozzanca, Chierchia e Longobardi.