La mobilitazione nella sanità privata non riguarda soltanto il rinnovo dei contratti. Riguarda il futuro del nostro Servizio sanitario nazionale, la qualità delle cure e, soprattutto, il riconoscimento del valore professionale, economico e sociale di tutte le lavoratrici e i lavoratori che ogni giorno garantiscono il diritto alla salute. Da troppo tempo esiste una contraddizione che non possiamo più accettare. Migliaia di lavoratrici e lavoratori della sanità privata accreditata operano all’interno del SSN, erogano prestazioni finanziate con risorse pubbliche e svolgono attività e responsabilità analoghe a quelle del settore pubblico. Eppure, troppo spesso, subiscono differenze significative in termini di salari, diritti e condizioni di lavoro.
– applicazione dei CCNL sottoscritti dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative
– regolarità retributiva e contributiva
– salute e sicurezza sul lavoro
– formazione continua
– stabilità occupazionale
– qualità dell’organizzazione del lavoro e rispetto dei diritti
Non è un privilegio. È una questione di equità e di qualità del sistema sanitario. Chiediamo alle Regioni di assumersi fino in fondo la propria responsabilità e di utilizzare le proprie competenze per affermare il principio della condizionalità sociale nell’accreditamento. E chiediamo al Governo e al Parlamento di chiudere definitivamente la stagione dei rinvii. La prossima Legge di Bilancio sarà un passaggio fondamentale. Così come dovrà essere massima l’attenzione su eventuali interventi nel decreto Milleproroghe.