Sanità privata accreditata: chi opera con risorse pubbliche deve garantire qualità, lavoro, diritti

La mobilitazione nella sanità privata non riguarda soltanto il rinnovo dei contratti. Riguarda il futuro del nostro Servizio sanitario nazionale, la qualità delle cure e, soprattutto, il riconoscimento del valore professionale, economico e sociale di tutte le lavoratrici e i lavoratori che ogni giorno garantiscono il diritto alla salute. Da troppo tempo esiste una contraddizione che non possiamo più accettare. Migliaia di lavoratrici e lavoratori della sanità privata accreditata operano all’interno del SSN, erogano prestazioni finanziate con risorse pubbliche e svolgono attività e responsabilità analoghe a quelle del settore pubblico. Eppure, troppo spesso, subiscono differenze significative in termini di salari, diritti e condizioni di lavoro.

La qualità delle cure deve andare di pari passo con la qualità del lavoro. La legge n. 118 del 2022 ha introdotto importanti novità nel sistema dell’accreditamento e nei rapporti tra SSN e soggetti privati, puntando su criteri di trasparenza, qualità, appropriatezza e sicurezza. Ma la sua piena attuazione è stata più volte rinviata. Per questo chiediamo che l’accreditamento diventi anche uno strumento di responsabilità sociale. Chi riceve risorse pubbliche per erogare prestazioni per conto del SSN deve garantire:
– applicazione dei CCNL sottoscritti dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative
– regolarità retributiva e contributiva
– salute e sicurezza sul lavoro
– formazione continua
– stabilità occupazionale
– qualità dell’organizzazione del lavoro e rispetto dei diritti

Non è un privilegio. È una questione di equità e di qualità del sistema sanitario. Chiediamo alle Regioni di assumersi fino in fondo la propria responsabilità e di utilizzare le proprie competenze per affermare il principio della condizionalità sociale nell’accreditamento. E chiediamo al Governo e al Parlamento di chiudere definitivamente la stagione dei rinvii. La prossima Legge di Bilancio sarà un passaggio fondamentale. Così come dovrà essere massima l’attenzione su eventuali interventi nel decreto Milleproroghe.