Ricerca sanitaria, riaperto all’ARAN il tavolo per IRCCS e IZS: la UIL FP porta le sue priorità

Longobardi: «Risorse esigibili e contrattazione effettiva per valorizzare la ricerca sanitaria»

Si è svolto ieri all’ARAN l’incontro sulla Sezione del personale della ricerca sanitaria del CCNL Comparto Sanità 2025-2027, come previsto dalla nota congiunta sottoscritta il 29 luglio con la firma della pre-intesa. Il confronto riguarda ricercatori e collaboratori della ricerca di IRCCS e IZS.

«Servono risorse davvero esigibili, carriere stabili e una contrattazione effettiva e pienamente esigibile in ogni Istituto, completando il percorso di stabilizzazione, perché il personale della ricerca è una componente strategica del Servizio Sanitario Nazionale» dichiara Rita Longobardi, Segretaria Generale UIL FP.

Al tavolo la UIL FP ha posto al centro due priorità. La prima è il superamento del limite finanziario dell’art. 18, attraverso l’aggiornamento della base di calcolo, un aumento significativo della percentuale e l’esclusione dal limite delle voci strutturali. È la condizione per rendere finalmente esigibili gli istituti contrattuali. Il monitoraggio condotto negli Istituti mostra infatti che incarichi e DEP sono oggi applicati solo in una parte di essi, mentre in altri non sono stati attivati affatto.

La seconda priorità riguarda le relazioni sindacali. Serve un obbligo vincolante per le aziende sulla costituzione e sull’utilizzo delle risorse, con relazioni sindacali rafforzate in sede integrativa e tempi certi, perché le risorse destinate al personale della ricerca vengano davvero utilizzate.

Sul tavolo anche gli altri punti della nostra piattaforma, dall’incarico di base più alto e uguale per tutti al riconoscimento dello straordinario ai ricercatori, fino alla valorizzazione di dottorato e specializzazione. Chiediamo inoltre pieni diritti per chi è stato stabilizzato e maggiori tutele per chi è ancora a termine.

L’ARAN ha riconosciuto la centralità dei temi posti e ha manifestato disponibilità a lavorare su soluzioni condivise. Valutiamo positivamente questa apertura e continueremo a lavorare in modo costruttivo per arrivare il prima possibile a un contratto che dia risposte concrete alle lavoratrici e ai lavoratori della ricerca sanitaria.