Dopo oltre 17 mesi di trattative estenuanti, caratterizzate da continui rinvii, rallentamenti e da una sostanziale indisponibilità delle controparti datoriali a fornire risposte concrete alle lavoratrici e ai lavoratori del settore, il confronto svoltosi nelle giornate del 21 e 22 maggio 2026 a Milano si è concluso con un nulla di fatto. Nel corso dell’incontro le associazioni datoriali hanno rigettato le proposte avanzate dalle scriventi Organizzazioni Sindacali Confederali finalizzate a garantire un rinnovo contrattuale in linea con gli altri CCNL sottoscritti nel comparto sociosanitario-assistenziale, in particolare dai contratti maggiormente applicati nel settore, quali, UNEBA e Cooperative Sociali.
Nello specifico, la controparte non ha dato seguito a richieste fondamentali, quali:
•l’adeguamento dei tabellari economici ai livelli retributivi già riconosciuti negli altri principali contratti del settore sociosanitario- assistenziale;
•la richiesta di eliminazione del TEP (Trattamento Economico Progressivo), istituto che le scriventi ritengono fortemente discriminatorio e penalizzante, in quanto determina una disparità di trattamento tra lavoratrici e lavoratori che svolgono le medesime mansioni, prevedendo per i neoassunti il riconoscimento graduale nel corso degli anni
di istituti economici e normativi fondamentali quali quattordicesima mensilità, ROL e scatti di anzianità;
•la modifica dell’istituto della malattia, rispetto al quale le attuali previsioni risultano ormai inaccettabili e non più compatibili con la dignità del lavoro di cura e assistenza;
•il riconoscimento del pagamento del 100% della maternità obbligatoria, istituto di fondamentale rilevanza in un settore a netta prevalenza femminile.
Le scriventi Organizzazioni Sindacali ritengono infatti assolutamente discutibile che rilevanti figure professionali quali: OSS, infermieri, educatori, e tutti i professionisti sanitari e sociosanitari siano ancora oggi costretti, per non perdere quote significative o addirittura totali della retribuzione, a recarsi al lavoro anche in condizioni di malattia, con evidenti ripercussioni non solo sulla salute delle lavoratrici e dei lavoratori ma anche sulla sicurezza dell’utenza fragile assistita all’interno delle strutture.
Ulteriori distanze permangono inoltre su varie importanti tematiche, presenti nella piattaforma rivendicativa ed emerse durante il confronto, quali: l’istituto della banca ore negativa, che le scriventi OO.SS. ritengono debba essere completamente ricondotto ad una logica volontaria e favorevole al lavoratore, attraverso l’utilizzo esclusivo di un pacchetto ore aggiuntivo nella piena disponibilità del dipendente, fermo restando il pagamento immediato delle ore supplementari e straordinarie effettuate; nonché il tentativo maldestro della controparte di modificare la sfera di applicazione del contratto e virare verso il comparto della sanità privata, invece di procedere al rinnovo del contratto esistente, come sempre dichiarato da parte delle OO.SS. Si tratta di un’impostazione che risulta difficilmente compatibile con gli obiettivi di contrasto al dumping contrattuale, richiamati anche nella clausola di salvaguardia del CCNL (art. 87) e più volte affermati dalla stessa associazione datoriale.
Tanto premesso, si richiede la convocazione delle parti per l’esperimento del tentativo di raffreddamento e conciliazione previsto dalla L. 146/1990 e s.m.i., nei termini di legge e secondo le procedure applicabili, al fine di ricercare una soluzione condivisa della vertenza e a determinare le condizioni per la eventuale sottoscrizione del rinnovo contrattuale in tempi rapidi. Tale disponibilità al confronto non attenua la rilevanza delle questioni poste, né le legittime aspettative delle lavoratrici e dei lavoratori, ma intende verificare la reale volontà delle parti di pervenire a un esito positivo e tempestivo del negoziato.
Si richiede altresì la possibilità di non convocare le parti nelle date del 3-4-5 giugno p.v. date nelle quali la Uil FPL Nazionale è impegnata con i lavori congressuali.
In assenza di un esito positivo della procedura e ove non intervengano soluzioni idonee a definire tempestivamente il rinnovo, le scriventi OO.SS. si riservano ogni ulteriore iniziativa sindacale, ivi compresa, nel rispetto della L. 146/1990 e s.m.i., degli accordi applicabili e delle indicazioni della Commissione di Garanzia, l’eventuale proclamazione di azioni di sciopero, assicurando in ogni caso il rispetto delle prestazioni indispensabili.